Perché Senza Autoconsapevolezza Non È Possibile Cambiare

Come gli automatismi inconsci guidano la nostra vita, e come imparare a riconoscerli è il primo vero passo per trasformarla.

Ti è mai capitato di voler davvero cambiare qualcosa di te, magari smettere di arrabbiarti per delle sciocchezze, essere più deciso o decisa, uscire da una relazione che ti faceva male, oppure riuscire a dire di no senza sentirti in colpa... e poi ritrovarti sempre, puntualmente, al punto di partenza? Se sì, voglio dirti una cosa importante: non è perché sei debole, pigro, pigra o sbagliata. Il punto è che non si può cambiare ciò che non si conosce. Non si può trasformare un meccanismo che non si vede. È come cercare di correggere un errore in un testo che non si sta leggendo.

La verità è che, anche se ci sembra di essere liberi e razionali, gran parte della nostra vita è guidata da automatismi. Comportamenti, reazioni, scelte che non nascono da una decisione consapevole nel presente, ma da vecchie strategie interiorizzate molto tempo fa. Spesso, nella nostra infanzia. Ci sono modi di fare che forse un tempo ci hanno protetto, fatto sentire accettati, evitato il dolore. Ma oggi ci limitano. Evitiamo il conflitto anche quando vorremmo dire la nostra, cerchiamo di piacere a tutti, anche a costo di perderci. Reagiamo di scatto se ci sentiamo criticati, ci infiliamo, senza accorgercene, in relazioni che ci fanno sentire piccoli, invisibili, sbagliati e magari, ci diciamo: “Sono fatto così.” Ma non è vero. Non siamo i nostri automatismi. C’è molto di più in ognuno di noi — solo che, per scoprirlo, bisogna iniziare ad osservare.

Immagina di voler cambiare direzione mentre stai camminando, ma con una benda sugli occhi, hai tutta la buona volontà del mondo... ma non sai dove sei. Non vedi dove stai andando, non ti accorgi nemmeno se stai girando in tondo. Eppure, è esattamente quello che facciamo quando cerchiamo di cambiare senza vederci davvero. Finché restiamo inconsapevoli, restiamo dentro gli stessi circuiti inconsci e allora iniziamo a colpevolizzarci: “Non riesco.” “Sono fatto male.” “Forse non valgo abbastanza.” Ma non è così. Il problema è che stiamo cercando di cambiare qualcosa che ancora non vediamo.

Nel lavoro con le persone, l’ho visto moltissime volte: spesso non è la motivazione a mancare e nemmeno l’intelligenza. Quello che manca è un accesso reale a ciò che davvero ci muove: le cause profonde dei nostri comportamenti. Queste cause, quasi sempre, sono inconsce, dentro ognuno di noi vivono vecchie ferite non guarite, convinzioni silenziose ma che pesano — come “non valgo”, “non merito”, “non posso mostrarmi per come sono” — e strategie di sopravvivenza che ci hanno salvato un tempo... ma che oggi ci imprigionano. Finché restano nell’ombra, queste forze continueranno a guidarci senza che ce ne rendiamo conto, ma l’autoconsapevolezza può accendere una luce.

Spesso sento dire: “Ma io mi conosco già.” “So perché mi comporto così.” “È colpa di mio padre, mia madre, il mio ex...” E va bene, capire è importante. Ma non basta, perché tra il sapere e il sentirsi, c’è una differenza abissale. Autoconsapevolezza non vuol dire farsi mille analisi razionali. Vuol dire percepirsi, nel momento in cui qualcosa accade, vuol dire accorgersi: “Sto reagendo con rabbia.” “Mi sento chiudere dentro.” “Quella frase mi ha toccato proprio lì, in un punto profondo.” Essere consapevoli vuol dire essere presenti a sé stessi mentre si è dentro l’esperienza, ed è solo in quel momento che possiamo smettere di reagire in automatico, è lì che nasce la possibilità del cambiamento.

Cambiare non è una questione di forza di volontà o buoni propositi. È una questione di coscienza. Finché non iniziamo a vedere come funzioniamo davvero — dentro — continueremo a ripetere gli stessi copioni, anche quando vogliamo evitarli. L’autoconsapevolezza è il primo passo, ma anche il passo fondamentale, perché ci permette di scegliere, dove prima reagivamo. E non serve essere perfetti o “arrivati”, basta iniziare ad accorgersi, perché ogni volta che ci vediamo davvero... abbiamo già cominciato a cambiare.

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