Il mio blog: pensieri, esperienze e spunti per ispirare, informare e connetterci.
Uno spazio di consapevolezza e ispirazione, dove pensieri, esperienze e racconti si intrecciano per dare voce al cambiamento, nutrire relazioni autentiche e accompagnare il cammino verso una maggiore profondità.
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Autolesionismo, pensieri brutti, voglia di sparire
Ci sono momenti in cui il dolore è troppo. Non troppo 'grande', ma troppo tutto. Troppo continuo, troppo confuso, troppo difficile da spiegare. E allora, a volte, si cerca un modo per sentirlo, per controllarlo, per farlo uscire. Tagliarsi, graffiarsi, colpirsi. Pensieri che sussurrano: 'E se sparissi?' Non è debolezza. Non è follia. Non è per attirare l'attenzione. È un segnale fortissimo che qualcosa dentro chiede aiuto. E chiedere aiuto non è un fallimento. È l'atto più coraggioso che tu possa fare. Il dolore non ti definisce. I pensieri peggiori non sono la verità. Sei molto di più. E si può uscire dal tunnel. Non da soli. Ma si può.
Tristezza, vuoto, apatia: come riconoscere il disagio
Non è solo tristezza. È quella nuvola che non se ne va, anche quando fuori c'è il sole. Le cose che prima amavi ora non ti dicono più nulla. Ti svegli e non hai voglia di alzarti. Ti senti distante, scollegato, vuoto. Non è debolezza. Non è colpa. È un segnale. Il tuo corpo e la tua mente ti stanno chiedendo attenzione. Riconoscerlo è il primo passo. Chiedere aiuto non è arrendersi: è un atto di coraggio e di cura. Non devi farcela da solo. Meriti di stare meglio.